SILICONE

Compound siliconico: qualità che nasce all’interno

Uno dei nostri punti di forza è la produzione interna del compound siliconico, il materiale base da cui prendono forma tutti i nostri articoli in silicone.

Grazie a un reparto dedicato, Ti.Emme.Ti miscela internamente le gomme siliconiche con catalizzatori, additivi, pigmenti e cariche rinforzanti, creando compound studiati su misura per ogni applicazione. Questo ci permette di:

Dai settori alimentare ed elettrico, che richiedono materiali certificati e sicuri, fino all’automotive e all’industriale, dove resistenza e durata sono fondamentali, il compound siliconico prodotto internamente da Ti.Emme.Ti è la base che rende possibili soluzioni affidabili e performanti.

VMQ (Silicone)

Il silicone VMQ (Vinyl Methyl Silicone) è un elastomero dalle elevate prestazioni, caratterizzato da una catena principale di legami silicio-ossigeno (silossanica) che gli conferisce un insieme unico di proprietà che lo rendono adatto ad un’ampia gamma di applicazioni tecniche e di largo consumo.

Mantiene prestazioni eccellenti in un range di temperatura molto ampio (da –50°C a +200°C in esercizio continuo), conservando inalterate le proprie caratteristiche elastiche e meccaniche. Con l’utilizzo di specifici additivi può resistere fino a +250°C in continuo, con picchi di breve durata fino a +300°C.

 

Possiede elevata resistenza ai principali agenti atmosferici, inclusi raggi UV e ozono. Non eccelle a contatto con grassi e solventi, ambiti in cui si preferisce l’utilizzo del fluorosilicone (FVMQ).

 

Possiede elevata elasticità e flessibilità anche a basse temperature, con buona capacità di ritorno elastico e resistenza alla deformazione permanente. Rispetto alla maggior parte degli elastomeri sintetici, mantiene elevate performance anche con temperature superiori ai 120°C.

Possiede ottime proprietà dielettriche, che lo rendono adatto all’impiego in applicazioni di isolamento elettrico. È inoltre possibile formulare compound siliconici elettricamente conduttivi, specifici per il settore elettrico T&D.

È un materiale con naturale bassa infiammabilità e ridotta propagazione della fiamma. Con specifici additivi può essere certificato secondo la norma UL94 fino alla classe V0, la più restrittiva.

Trattandosi di un materiale chimicamente inerte, è per sua natura atossico e adatto al contatto con alimenti, oltre che ad applicazioni medicali e farmaceutiche.

Si tratta di un materiale altamente personalizzabile, che si presta ad essere formulato ad hoc per soddisfare le più diverse necessità tecniche di applicazione.

Il polimero siliconico base può essere solido, ad alta viscosità (HCR – High Consistency Rubber) o liquido a bassa viscosità (LSR – Liquid Silicone Rubber). In entrambi i casi, la gomma siliconica subisce un processo di vulcanizzazione che può avvenire a temperatura ambiente (RTV – Room Temperature Vulcanizing) nel caso del silicone sigillante per utilizzo domestico, oppure ad alta temperatura (HTV – High Temperature Vulcanizing) nel caso dei siliconi industriali per estrusione, stampaggio o autoclave.

Silicone HTV (High Temperature Vulcanizing)

Il silicone HTV è la famiglia di siliconi— che comprende i compound VMQ, MVQ e affini — vulcanizzati ad alte temperature mediante perossidi organici o sistemi platinici e irraggiamento di calore, tramite raggi UV/EB e/o aria calda.

Unisce resistenza termica, elasticità e stabilità dimensionale, mantenendo prestazioni costanti in un intervallo compreso tra –60 °C e +230°C (con picchi fino a +250°C per brevi periodi). Grazie alla sua lavorabilità, è ideale per la produzione di articoli stampati ed estrusi destinati a settori come alimentare, medicale, industriale e automotive

La vulcanizzazione dei siliconi HTV mediante perossidi organici è un processo di reticolazione radicalica che avviene tipicamente a temperature comprese tra 120 °C e 200 °C. I perossidi organici, come il dicumilperossido, il bis(2,4-diclorobenzoil)perossido o il 2,5-dimetil-2,5-di(terz-butilperossi)esano, si decompongono termicamente generando radicali liberi altamente reattivi. Questi radicali astraggono atomi di idrogeno dai gruppi metilici della catena polisilossanica, formando macro-radicali che reagiscono tra loro dando origine a legami incrociati Si–C–C–Si.

Il grado di reticolazione dipende da fattori quali concentrazione del perossido, temperatura e tempo di vulcanizzazione, influenzando direttamente le proprietà meccaniche e termiche del materiale finale. Durante il processo si generano sottoprodotti volatili (come alcoli o chetoni), motivo per cui è spesso necessario un post-curing a temperature elevate per rimuoverli e migliorare la stabilità del silicone.

Questo metodo è ampiamente utilizzato per applicazioni che richiedono elevate prestazioni termo-meccaniche e resistenza all’invecchiamento.

La vulcanizzazione dei siliconi HTV mediante sistemi platinici avviene tramite un meccanismo di idrosilazione catalitica, che porta alla formazione di una rete tridimensionale senza generazione di sottoprodotti volatili. In questo processo, gruppi vinilici (–CH=CH₂) presenti lungo la catena polisilossanica reagiscono con gruppi idruro silanici (–Si–H) in presenza di catalizzatori a base di platino. La reazione è altamente selettiva e procede attraverso un ciclo catalitico in cui il platino coordina il doppio legame vinilico e facilita l’addizione del gruppo Si–H, formando legami incrociati di tipo Si–C–C–Si.

L’assenza di sottoprodotti comporta una migliore purezza del materiale finale, rendendo questi sistemi particolarmente adatti per applicazioni medicali, alimentari ed elettroniche. Inoltre, la reticolazione avviene a temperature più basse e con minori fenomeni di degradazione termica, permettendo di ottenere elastomeri con proprietà meccaniche più uniformi e migliori caratteristiche dielettriche.

Durante il processo di vulcanizzazione, nel silicone si determina un passaggio da stato plastico, deformabile a stato elastico.

Nel caso dei siliconi HTV reticolati con perossidi organici, il passaggio da stato plastico (o viscoelastico dominato dal flusso) a stato elastico (gomma reticolata) è governato dall’evoluzione della densità di reticolazione durante la reazione radicalica. In fase iniziale, il materiale è costituito da catene polisilossaniche lineari o debolmente ramificate con elevata mobilità segmentale, per cui sotto sollecitazione mostra comportamento plastico con significativa deformazione permanente. Con l’aumento della temperatura, i perossidi si decompongono generando radicali che inducono la formazione progressiva di legami incrociati tra catene: si passa così attraverso il cosiddetto punto di gel (gel point), in cui si forma una rete tridimensionale infinita che segna la transizione critica tra comportamento fluido e comportamento elastico.

Dal punto di vista reologico, questo passaggio si osserva come l’intersezione tra il modulo elastico (S’) e il modulo viscoso (S’’): prima del gel point domina S’’ (comportamento viscoso), mentre dopo domina S’ (comportamento elastico). Microscopicamente, la crescita della rete riduce drasticamente la mobilità delle catene, impedendo lo scorrimento relativo e trasformando l’energia di deformazione da dissipativa a immagazzinata elasticamente. Il materiale assume così la tipica risposta entropica degli elastomeri, in cui la deformazione è reversibile grazie al ritorno delle catene verso configurazioni statisticamente più probabili.

È importante notare che la transizione non è istantanea ma dipende dalla cinetica di decomposizione del perossido e dalla diffusione dei radicali; inoltre, parametri come la distribuzione dei pesi molecolari, la presenza di filler e la concentrazione del reticolante influenzano la posizione del gel point e la “sharpness” della transizione. Dopo il gel point, ulteriori reazioni di reticolazione aumentano la densità di crosslink, incrementando il modulo elastico, la resistenza meccanica e la stabilità termica, fino al raggiungimento dello stato completamente vulcanizzato.

Anche nel caso dei siliconi catalizzati con sistemi platinici si osserva il passaggio da stato plastico a elastico con il raggiungimento del gel point, ma la cinetica è generalmente più controllabile rispetto ai sistemi perossidici, grazie alla possibilità di modulare l’attività catalitica tramite inibitori (es. acetileni o composti vinilici specifici).

Tramite il nostro laboratorio interno il comportamento reometrico di ogni mescola è scupolosamente controllato grazie ad un reometro MDR di ultima generazione collegato al database gestionale contenente i riferimenti e le tolleranze ammesse per ognuna delle 700 formulazioni ad oggi codificate.

HCR (High Consistency Rubber)

L’HCR è la forma di silicone solido ad alta viscosità (alta consistenza) che viene lavorato come una gomma tradizionale — è di fatto la base gommosa degli HTV — e vulcanizzato tramite specifici catalizzatori in pressa, in autoclave o tramite forni orizzontali dopo estrusione. La sua elevata viscosità garantisce eccellente stabilità dimensionale durante la lavorazione, rendendolo ideale per la produzione di guarnizioni, tubi e profili estrusi che devono mantenere elasticità e tenuta anche in condizioni di forte stress termico.

Silicone espanso

Il silicone espanso si distingue per la sua leggerezza e flessibilità. Grazie alla sua struttura cellulare — che può essere a cellule aperte, chiuse o miste a seconda della formulazione, ottenuta tramite l’utilizzo di specifici agenti espandenti — garantisce ottime proprietà isolanti sia termiche che acustiche, unitamente a una buona comprimibilità e recupero elastico. È particolarmente adatto alla produzione di guarnizioni di tenuta e profili in cui servono conformabilità, resistenza agli agenti atmosferici e adattabilità anche in spazi ridotti.

Silicone compatto

Il silicone HCR compatto non prevede l’uso di agenti espandenti ed è caratterizzato da una struttura piena ed omogenea, priva di celle interne. A differenza della versione espansa, riporta pesi specifici superiori ad 1gm/c3 e generalmente tra 1.1 e 1.2 g/cm3 circa (a seconda del grado di durezza) per i siliconi puri. Viene generalmente vulcanizzato tramite estrusione, stampaggio a compressione e/o iniezione oppure in autoclave, ed utilizzato per la realizzazione della maggioranza degli articoli tecnici per il mondo dell’industria.

LSR (Liquid Silicone Rubber)

Il silicone liquido LSR è un sistema bicomponente a reticolazione per addizione (platino-catalizzata), caratterizzato da bassissima viscosità che consente lo stampaggio a iniezione ad alta precisione. Offre eccellenti prestazioni in un ampio intervallo termico (da –60°C a +200°C in continuo), elevata biocompatibilità e assenza di sottoprodotti volatili durante la vulcanizzazione. Risulta ideale per il settore medicale, alimentare e per componenti industriali ad altissima ripetibilità dimensionale.

Silicone RTV (Room Temperature Vulcanizing)

Il silicone RTV (Room Temperature Vulcanizing) è una tipologia di silicone che polimerizza a temperatura ambiente, senza necessità di processi termici ad alta temperatura come nel caso degli HTV. Si presenta generalmente in forma liquida o pastosa e indurisce grazie a una reazione chimica che può essere attivata dall’umidità atmosferica (RTV monocomponente) oppure dalla miscelazione di due componenti distinti (RTV bicomponente). Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto per applicazioni di sigillatura, incollaggio e rivestimento, anche a livello domestico, grazie alla sua facilità d’uso e versatilità.

Dal punto di vista della viscosità, gli RTV si collocano tipicamente tra i siliconi fluidi, distinguendosi quindi dagli HCR (High Consistency Rubber) più densi e dagli LSR (Liquid Silicone Rubber) utilizzati per stampaggio a iniezione.

FVMQ (Fluorosilicone)

Il fluorosilicone FVMQ combina la flessibilità e la stabilità termica tipiche del silicone con una significativamente superiore resistenza chimica, in particolare verso oli minerali e sintetici, carburanti, solventi alifatici e aromatici. A differenza del silicone standard, mantiene le sue proprietà anche in presenza di idrocarburi. L’intervallo di temperatura operativo va da circa –60°C a +200°C in esercizio continuo. Viene impiegato in settori altamente tecnici come l’automotive e l’aerospaziale, dove sicurezza e durata sono imprescindibili.